I l primo maggio è la loro festa: e i lavoratori italiani vogliono caratterizzarla contro la guerra. Lo faranno guardando - forse - lontano, ai primi maggio di altre guerre, quelli sofferti del primo conflitto mondiale (quando non era festa, ma giornata di sciopero per affermare diritti di là da venire) e quelli clandestini della guerra fascista.

In questi ultimi giorni la sensibilità nelle fabbriche e negli uffici sui temi della tragedia balcanica è cresiuta rispetto al silenzioso sconcerto delle prime ore. E' ancora presto per dire che i lavoratori si stanno mobilitando in massa per porre fine ai bombardamenti e ai massacri, ma qualcosa si sta muovendo. La manifestazione ufficiale di questo primo maggio si terrà ad Ancona, dove Cgil, Cisl, Uil hanno convocato i propri iscritti sulle parole d'ordine della pace, dei diritti dei popoli e della solidarietà: un passo in avanti - per quanto timido - rispetto alle prime prese di posizione delle confederazioni che erano molto "comprensive" per le ragioni della guerra. Ma manifestazioni ci saranno in tutte le città italiane, piccole e grandi, e tutte avranno la guerra al loro centro. Tra le tante vogliamo segnalare quella indetta dai circoli operai e dalle Rsu della Zanussi di Susegana, che invitano i lavoratori a recarsi sul Ponte della Priula, che passa sul Piave nei pressi di Vittorio Veneto. Una giornata contro la guerra "in sodalizio con tutti i lavoratori della federazione Jugoslava", che sceglie un luogo simbolico della prima guerra mondiale, sulle sponde di un fiume che vide morire migliaia di soldati, civili, operai e contadini. Un ponte scelto come simbolo per dire no alla guerra della Nato e a tutti i massacri, per dire che dalla guerra i lavoratori hanno solo da perdere. Una scelta coraggiosa, anche perché nella stessa giornata e nello stesso luogo i fascisti reduci di Salò hanno deciso di commemorare la morte di 130 loro commilitoni, uccisi nella primavera del '45 ad Oderzo. E il questore di Treviso ha deciso di autorizzare la manifestazione fascista e di vietare quella degli operai: un vero e proprio sfregio al primo maggio.

Ma l'iniziativa dei lavoratori e delle Rsu non si ferma al primo maggio: in questi giorni siamo sommersi da appelli e avvisi di riunioni di lavoratori che vogliono prendere l'iniziativa contro la guerra. Ieri si è riunita l'assemblea nazionale delle Rsu che avevano lanciato un appello per lo sciopero generale contro la guerra. E' stato costituito un Comitato nazionale per arrivare allo sciopero nazionale che dovrebbe scattare nel caso parta l'operazione di terra. Queste Rsu vogliono allargare l'iniziativa e coinvolgere tutte le strutture sindacali (anche quelle autorganizzate che hanno già indetto uno sciopero per il 13 maggio) che sono invitate a una riunione per il 17 maggio alla Cdl di Milano. Oltre ad aderire alla marcia Perugia-Assisi del 16 maggio, il Comitato nazionale delle Rsu indice una giornata di lotta per il 21 maggio. Un segnale di disponibilità che viene apprezzato dal Sin. Cobas - una delle sigle organizzatrici dello sciopero del 13 - che ritiene si possa dar vita a un percorso comune di mobilitazione.

Infine da Reggio Emilia arriva un appello firmato da centinaia di sindacalisti e personalità politiche (primi firmatari Giuseppe Dossetti, Franco Ferretti e Sergio Baldi) che chiedono la sospensione immediata dei bombardamenti per rilanciare il negoziato e al governo italiano chiedono di non partecipare in alcun modo (direttamente o come appoggio logistico) a una possibile invasione via terra. Con questa "piattaforma" a Reggio si terrà una fiaccolata il 7 maggio (ore 21, piazza Vittoria).


FIRENZE

Primo maggio contro la guerra

Primo maggio di mobilitazione in quel di Firenze. La guerra è il tema dominante di questa che non è la solita celebrazione ma, necessariamente, un momento di lotta. Una folta serie di strutture di movimento (Ex Emerson; Cobas, Cub e Rdb di diversi settori; associazioni e movimenti di lotta, lavoratori precari e delle cooperative, ecc) invitano al Parco di Villa Vogel, in Viale Canova, a partire dalla mattina. Materiale di controinformazione, pranzo sociale all'aperto, dibattiti sulle tematiche della guerra e del lavoro, e per finire cena e concerto con il trio jazz Walking West Way. 055-411634.
IMOLA MANIFESTAZIONI CONTRO LA GUERRA

"Stop the war" anche al Gran premio

A Bologna iniziative per gli autisti Atc e i Rom kosovari

- DANIELE BARBIERI - IMOLA

R osso sarà il colore dominante: in un'orgia di berretti, magliette e bandiere che oggi e domani coloreranno la città dove nacque Andrea Costa. Niente a che fare però con l'antico sogno di riscatto del proletariato: il rosso in questione è quello Ferrari e il tedesco di riferimento si chiama Schumacher, non Marx. In mezzo a questi militanti rossi-con-cavallo si dovrebbero vedere alcune chiazze di bianco: sono le t-shirt "Stop the war", "Diserta la guerra" e "Target", indossate da chi vuol ricordare che a due passi da qui si continua a bombardare e uccidere. Il "Coordinamento cittadini/e contro la guerra" di Imola ha invitato gli imolesi - ma anche i tifosi - a usare questa grande vetrina, ripresa dalle tv di mezzo mondo, per comunicare il no alla guerra, per "portare la pace in pole-position". Oggi e domani i media, se vorranno, potranno dunque mostrare anche altri punti di vista, coerenti del resto con certa retorica del giornalismo sportivo secondo cui lo sport è sempre portatore d'un messaggio di pace. Purtroppo alcuni giornalisti elmetto-in-testa (Il Resto del Carlino in prima fila) gridano all'emergenza-pacifista, invocando repressione. Sarebbe ridicolo se non vivessimo tempi tragici.

Egualmente ridicola, con venature macabre, appare la manfrina che da una settimana l'Atc (trasporti pubblici) ha imbastito contro 17 autisti - aderenti alle Rdb - che fin dall'inizio hanno esposto sui loro bus cartelli contro la guerra. Prima l'Atc fece finta di niente; poi (17 aprile) minacciò dure sanzioni; successivamente bisbigliò che le aveva ritirate, mentre ad alcuni autisti arrivavano provvedimenti disciplinari. Ora anche la "commissione mobilità" del Comune di Bologna invita l'Atc a "valutare l'opportunità di sospendere l'iter avviato". Interessante notare che il presidente Atc, Ugo Mazza (sinistra Ds) si è da subito dichiarato contrario ai bombardamenti-Nato; proprio per questo le Rdb (051-523822) lo hanno chiamato in causa con una lettera aperta: "difendere un regolamento aziendale (quello invocato contro gli autisti) mentre il governo ha calpestato la Costituzione sfiora il ridicolo". In solidarietà con gli autisti, oggi alle 11, è in programma in piazza Re Enzo un presidio-volantinaggio.

Un primo maggio rom-kosovaro è invece annunciato dal circolo Chico Mendes (051-229208), con partenza alle 9,30 da via Polese 30. L'invito è a portare giochi e vestiti per bambini, cibo, lenzuola, onduline (per sostituire quelle attuali in cemento-amianto) e tende per i profughi rom kosovari "prima appoggiati in una mega-pozzanghera, poi spostati in via Fiorini con una logica che potremmo definire concentrazionaria (anche perché il campo è sovraffollato e rimane un'area difficilmente distinguibile da una discarica, anche di materiali molto pericolosi)". Campo d'altronde realizzato con il parere negativo dell'Usl. Fra le belle parole sui profughi e i crudi fatti (in via Fiorini c'è gente che viene da Pristina) c'è di mezzo un abisso. Di vergogna.